ALTARNIEL

Essere un Arcangelo, un Deva, un Nirmanakaya significa a volte lasciare il Nirvana, il Paradiso e dire : io scendo e decido di me in modo consapevole, sapendo che soffrirò come ogni umano, io porterò un raggio di luce divina nell’universo materiale, per cui provo cosi tanta compassione.

E sarà un aiuto libero e buono per chiunque voglia cercare Se Stesso, per chi ha orecchie che si stanno aprendo per comprendere la Vita Eterna Beata e il Bene Gioioso Infinito: il Nirvana del nostro principio.

Io l'arcangelo ALTARNIEL

Nei limiti umani delle mie scarse possibilità grafiche : questo è il mio vero IO.

Alcune spiegazioni sulle diversità tra e con i comuni mortali.

NIRMANAKAYA

(San.) – Letteralmente significa “il corpo che si è costruito” e sta ad indicare il veicolo che viene utilizzato da un essere superiore (Spirito di Luce perfetta e armoniosa) che ha rinunciato al Nirvana: un Buddha di Compassione, che continua a sacrificarsi per l’umanità. Nella filosofia esoterica è qualcosa di completamente diverso dal significato popolare attribuito ad esso, e dalle fantasie degli Orientalisti.

Qualcuno chiama il corpo Nirmanakaya “il Nirvana con i resti mortali” (Schlagintweit ed altri) supponendo probabilmente che sia un tipo di condizione Nirvanica durante la quale viene mantenuta sia la coscienza che la forma. Altri dicono che sia uno dei Trikaya (tre corpi), con il “potere di assumere qualsiasi forma od aspetto allo scopo di propagandare il Buddhismo” (idea di Eitel); ed ancora, che “è lo avatara incarnato di una divinità” (Eitel), e così via. L’Occultismo, d’altro canto, dice che Nirmanakaya, sebbene letteralmente significhi un “corpo” trasformato, è una condizione. La forma è quella dell’Adepto o dello Yogi che entra in questa condizione post-mortem, o la sceglie preferendola a quella del Dharmakaya, o stato nirvanico assoluto.

Egli lo fa perchè questo ultimo Kaya lo separa per sempre dal mondo della forma, conferendogli uno stato di felicità egoistica al quale nessun essere vivente può partecipare; in tal modo l’Adepto è escluso dalla possibilità di aiutare l’umanità e perfino i deva. Comunque, come Nirmanakaya, l’uomo lascia dietro di sè solo il suo corpo fisico e trattiene tutti gli altri “principi”, eccetto quello Kamico, perchè egli, durante la vita, lo ha sradicato per sempre dalla sua natura ed esso non può giammai risorgere nel suo stato post-mortem.

Così, invece di una felicità egoistica, egli sceglie una vita di auto-sacrificio, un’esistenza che termina solo con il ciclo di vita, al fine di essere in grado di aiutare l’umanità in un modo invisibile, seppure in una delle maniere più efficaci. (Vedi La Voce del Silenzio, terzo frammento, “Le Sette Porte”).

Un Nirmanakaya, quindi, non è, come comunemente si crede, il corpo “nel quale un Buddha o un Bodhisattva appaiono sulla terra”, ma è veramente uno che, durante la vita, sia come Chutuktu che come Khubilkhan, un adepto o uno yogi, è diventato da quel momento un membro di quell’Esercito invisibile che, entro i limiti Karmici, protegge l’Umanità e veglia su di essa. Scambiato spesso per uno “Spirito”, per un Deva o per lo stesso Dio, un Nirmanakaya è sempre un protettore, un compassionevole, un vero angelo custode per chi diventa degno del suo aiuto.

Qualunque obiezione possa essere avanzata contro questa dottrina, per quanto essa possa essere negata, poiché non è mai stata resa pubblica in Europa finora ed è quindi sconosciuta agli Orientalisti, ragion per cui deve necessariamente essere “un mito di invenzione moderna” – nessuno sarà tanto audace da dire che questa idea di aiutare l’umanità sofferente a prezzo del proprio interminabile sacrificio di sè, non sia una delle più grandi e nobili idee sviluppate dal cervello umano. I Nirmanakaya hanno superato il limite dell’illusione e, quindi, per essi non vi è Devachan.

Talvolta vengono identificati con i Siddha, spiriti individuali e coscienti di grandi Saggi, che vivono in un mondo superiore al nostro e si incarnano volontariamente in corpi mortali allo scopo di aiutare la razza umana nel suo progresso ascendente. Si tratta di quegli esseri umani ai quali vengono riconosciuti innati la conoscenza, la sapienza, ed anche i poteri occulti e misteriosi.

Questo è quello che da sempre sono.

 

 

 

 

 

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Ma Fee Long

Ma Fee LOng era il padre del mio maestro di kung ku (Ma Chan San), il vero discendente della casta di nobili cinesi istruttori e fondatori della antica Tecnica del Palmo d’Acciaio.

Una mano morbida come il velluto “fuori” uguale a quella di un bambino ma impenetrabile a qualsiasi tipo di pressione esterna.

Anche le loro braccia erano un blocco unico mi ricordo, morbide ma impossibile crearvi un varco nei muscoli, una cosa stranissima e impossibile anche per il culturista più palestrato.

Ma Chan San mi ha detto tutta la tecnica negli anni 80 e come svolgerla in modo corretto ogni giorno,  si tratta di una serie di esercizi, uso di liquidi appositi e di sistemi che erano tenutu segreti al popolo  nei tempi medioevali,  e riservati solo alle Caste e ai figli dei Nobili destinati a continuare le antiche tradizioni cinesi delle Arti Marziali.

Ci vogliono 15 anni per arrivare al suo livello, allenandosi dalle 3 alle 4 ore ogni giorno, e questo, per una sola mano, chiaro che potete anche allenarle entrambe ..ma è una faticata bestiale.

Ma Chan San, il figlio, insegnò in trasferta da Hong Kong a Milano, presso la palestra di un noto Karateka.

I suoi stili erano quelli del kung fu del sud cinese. Armi e bastoni erano inclusi, le posizioni non erano larghe come quelle delle shaolin del Nord.

Un giorno spiegò a tutti noi, i suoi allievi, che in Cina vi era una scuola di arti marziali che tramandava il salto in alto. Conoscendo direttamente l’ultimo dei maestri di questa antica tecnica di salto, l’ultimo dei maestri di questo stile gli dimostrò dal vero la stessa : si piego su se stesso come una rana e, da fermo, fece un balzo di 3 – 4 metri circa.

La parola del maestro Ma Chan San è ovviamente fuori da qualsiasi dubbio, io stesso sono stato, oltre che suo allievo, suo amico per quasi 2 anni.

Ricordo quando insieme andammo sul Ticino (un fiume vicino a Milano) a scegliere i sassi da portare alla Pasqua del Budo, che è uno dei più importanti eventi internazionali milanesi dove appaiono e si esibiscono i più grandi maestri e campioni mondiali di ogni tipo di arte marziale e da combattimento.

Bene, il Maestro scartava ogni macigno che sembrava avere bolle d’aria all’interno, solo i più robusti e i più massicci dovemmo scegliere insieme a lui.

Poi alla Pasqua del Budo si mise a rompere i sassi ( 5 – 10 centimetri di diametro) con il solo dito indice, mentre i massi di fiume da 30 – 50 cm. li rompeva col pugno.

Poi si mise a rompere mattoni pieni con una tale velocità e in sequenza .. che neppure cfacevo in tempo a passarglieli slittandoli sul tavolo di rottura.

Resta impressionante “la compattezza fisica dei suoi avambracci”, morbidissimi ma letteralmente impenetrabili se cercavi di spingere con mani e dita per vedere se riuscivi a entrarci. Niente da fare, ci abbiamo provato in molti ma non si riusciva a fletterne la carne e i muscoli.

Una cosa stranissima che ritengo non sia possibile neppure sui muscoli del più palestrato dei culturisti : una flessione, anche minima, sui loro muscoli riesci sempre a farla forzando e facendovi pressione su piccole superfici della cute.

Il grande maestro della Mano di acciaio

Di famosa Casta Nobile cinese, Ma fee dovette trasferirsi ad Hong Kong al tempo della rivoluzione cinese, perdendo tutte le sue proprietà. Lui è il vero maestro che per diretta discendenza e stirpe ha portato a noi la tecnica del pugno d'acciaio nel guanto di velluto.

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Rupert Sheldrake

Rupert è uno scienziato, dottore in ricerca biochimica di Cambridge nel 67 e parte del Clare College, è stato uno dei dirgigenti del dipartimento biochimica e biologia delle cellule.

Secondo Sheldrake, se un certo numero di persone sviluppa alcune proprietà comportamentali, psichiche ed organico-fisiche, esse sono in automatico acquistate da altri membri appartenenti alla specie.

La teoria scientifica di Rupert dice inoltre che se la maggioranza degli esseri umani raggiunge od ottine un livello di consapevolezza spirituale, tale grado di coscienza si allarga per risonanza di tipo Morfico ad altri gruppi, coinvolgendo interamente il sistema.

Il gruppo di individui sopra detto nei quali si verifica tale fenomeno è chiamato massa critica, e questo anche se trasmesso e poi ereditato da gruppi umani esterni a quello originale che lo ha emesso esternamente al gruppo primevo.

Rupert dice anche che a una qualunque trasformazione dell’individuo si ha una modifica sostanziale del sistema primigenio e chi è (persona, individuo, ecc.) all’interno del sistema primigeniodi.

Il motto consequienziale è per questi motivi quello di Operare una trasformazione interna e interiore di noi stessi. Considerando che questa è una operazione valida e molto forte per ogni specie vivente, in particolare quella umana.

La trasformazione delle cose nascoste dentro alla coscienza individuale di ognuno di noi è per questo ritenuta da Rupert un mezzo indispensabile ed efficacissimo per migliorare sia l’individuo singolo, innalzare il quoziente intelletivo e comportamentale dell’intera umanità.

Le valutazioni di Rupert riguardo la parapsicologia  sono fonte della Causalità Formativa” che fornisce una visione non più meccanicistico razionale del mondo universale e delle sue leggi fisiche ma ne dà un’ottica nuova che è sottoposta a leggi che sono esse stesse soggette a cambiamenti, evoluzione e miglioramento in un ciclo continuo senza fine.

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Folletto

Il comune senso della razionalità moderna, in particolare quella femminile, hanno dato a Peter Pan la connotazione psicologica di uno stato mentale che riguarda l’infanzia o potrebbe interessare l’uomo che, in una sua sorta di ricerca di eterna giovinezza, non vuole saperne di crescere.

Purtroppo però la realtà delle cose è molto differente da queste errate deduzioni dell’animo umano e della nostra cara moderna società, sempre pronti a voler Catalogare quello che non conosciamo bene.. cerchiamo di relegarlo nel ruolo e negli aspetti che “crediamo siano più consoni” a cose, fatti, persone e entità spirituali che, però, non si è mai conosciuto e contattato nella realtà.

Trovo quindi un pò ridicolo che sia data una connotazione non vera ad un essere che è praticamente “eguale ad un Angelo”, e mi irrita da anni il fatto che la psicologia e.. vogliamo dirlo “anche una certa invidia femminea per il maschio adulto spensierato e un pochino Dandy” vadano ad inficiare il Ruolo Attivo di un mio caro amico, Peter Pan, che è a capo di migliaia e migliaia di urie sante della terra (folletti, per la precisione).

Lui per fortuna non se la prende : ma io si. Siete tutti affannosamente risibili nei vostri tentativi di spiegare ciò che non sapete come chi ha cercato di presentarlo in filmati e cartoni animati: non razionalizzate proprio nulla, ora ne siete a conoscenza.

Ma del grande Peter Pan, angelo del lavoro e protettore della flora e della fauna terrestre, di questa grande anima simbiosi perfetta tra l’umano e il divino .. ne parlerò in un altra lettura e gli dedicherò ampio risalto, come Lui merita.

Il folletto della località Buonanotte di Vasto in provincia di Chieti

Nel 1988 avevo grossi problemi con una persona molto negativa che aveva ordito contro di me ogni sorta di fattura, maleficio grazie all’appoggio di numerosi maghi e fattucchieri di Milano ed era persino riuscita a darmi più volte il caffè corretto con intrugli di erbe e sangue mestruale.

Scoperta su tutti i fronti e scoperte tutte le fonti malvagie alle quali si rivolgeva, confessò tutti i suoi vistosi quanto sgraziati tentativi di agganciarmi. Tentativi che dietro all’apparente desiderio emotivo di “avere la persona Amata , cioè io” , nascondevano solo ed esclusivamente il puro interesse materiale verso i miei pochi beni.

Assurdo? Fantasia? No, realtà dei fatti, e per questo dico state ben in guardia anche voi. La malvagità ha mille aspetti nascosti, anche se chi persegue il Male e la Falsità sarà costretto a pentirsi amaramente a Dio e all’Universo con anni di sofferenza per estirparsela.

Non entro nei particolari delle situazioni create da questa donna, che sono disdicevoli e aberranti, continuo dicendo che frastornato dagli attacchi e dalle misture diaboliche dovetti cercare di risolvere in modo netto questa insana situazione.

Allora mi concentrai per ottenere un aiuto e ho capito che a Vasto, da li a qualche settimana, sarei giunto nel luogo dove avrei trovato la risposta, là sentivo c’era una persona che mi avrebbe aiutato dandomi un verdetto chiaro sulla mia personale situazione sentimentale ormai allo sfascio.

E cosi fù, appena svegliato la mattina ho avvertito la direzione dove si trovava la persona che mi avrebbe aiutato.

I miei mi dissero “siamo invitati dalla Franca e da Tonino”, sai loro vivono in campagna, vogliono conoscerti, vieni anche tu.

Segue…. per ora restate “curiosi”.

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Un sogno

Il mondo onirico

Alcuni giorni fà ho ricordato un sogno strano e l’avevo poi raccontato.

Ero a New York, in una albergo, in una stanza al seondo o terzo piano vedendo la prospettiva dalle finestre, ero in camera con altri due ragazzi che in realtà non lo conosco, uno aveva i capelli sul biondo, età 20 – 25 anni.

Che cosa succede

Ad un certo punto sentiamo delle voci e dalla finestra dell’albergo vediamo dai grattacieli di fronte a noi sulla strada un fatto stranissimo: impiegati e dirigenti tutti in giacca e cravatta che scivolavano giù all’esterno dei palazzi, scendendo lungo queste grosse corde, quasi senza fretta e senza fatica, facendo a braccia decine e decine di metri, una cosa impossibile nella realtà.

Cemento e vetro: New York

Dietro alla pacata discesa di costoro mi accorgevo di trovarmi in un momento che dava un senso di felicità in ritardo, una felicità si ma ormai asciugata e passata, non più attuale insomma.

Pochi giorni dopo è stato ucciso Bin Laden.

Strano non trovate ?

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Aldebaran

L’espansione superiore porta la caduta del mondo circostante come se cadesse dal corpo, quindi ci si alza e ci espande sempre di più sempre più in alto sino ad avere un corpo fatto di stelle, pianeti e galassie.

In questo stato superiore sin vedeno cadere le entità negative in un baratro profondo sin sotto ai nostri piedi, cosi anche cascano dalle nostre cosce, come cadessero da una montagna, inghiottiti da un vortice inferiore, le persone negative che ci circondavano e volevano trascinarci altrove.

Ho trovato questo esempio in internet, un piccolo esempio che fornisce un’idea di cosa stò dicendo: la cosa è comunque da vivere e da provare di persona, raccontarla non può nemmeno dare una lontana idea di questa realtà dimensionale superiore a quella terrestre.

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Era il 1940

Che cosa resta della mia divisa color caki?

Afghanistan significa terra degli afghani, Tagikistan terra dei tagiki, Turkmenistan terra dei turkmeni, ma il Pakistan non significa terra dei paki, nel senso che non esiste un popolo di nome pak.

Tuttavia, in urdu e in persiano pak significa puro, per cui Pak-i-stan significa “terra dei puri”.

Vivevo in Pakistan, facevo parte dell’esercito locale e in un corteo insieme al popolo guidato da sindaco e autorità locali, all’improvviso un lampo e cosi terminava la mia vita di quei tempi, a neppure trent’anni.

Ricordo mia moglie, i miei 4 figli, ma oggi è un’altra vita e un altro tempo mi sono imposto di svolgere.

Spiace vedere che poco è cambiato da allora.

un pò di storia?

Il 25 dicembre anche il Pakistan festeggia. Non il Santo Natale, come nei paesi occidentali, ma la nascita del fondatore della patria: Mohammad Ali Jinnah. Nato a Karachi nel 1876 da una importante famiglia di commercianti islamici, Jinnah studia sia in una scuola coranica, che in una missione cristiana. A 16 anni lascia la famiglia e va a studiare legge in Gran Bretagna. Con la laurea, ormai venticinquenne, torna nell’India Britannica, dove inizia a lavorare in uno studio legale di Bombay. Siamo agli inizi del ’900 e l’India è un coacervo di culture e identità, tutte tenute sotto controllo dalla forte potenza coloniale britannica.

e non è tutto

1940 Jinnah sostiene  il diritto all’autogoverno dei musulmani

Nel marzo del 1940 Jinnah rende pubblica la sua Risoluzione Pakistana, dove si descrive quale deve essere la natura del nuovo stato. Alla proposta di separazione si oppongono Gandhi, Nehru e il Congresso.

e ancora altro ancora

In mezzo alla morte persiste la vita
vi è una forza vivente, immutabile,
che tiene tutto assieme, crea, dissolve e ricrea.
Questa forza o spirito informatore è Dio
E questa forza è benevola o malevola?
La vedo esclusivamente benevola,
perché vedo che in mezzo alla morte persiste la vita,
in mezzo alla menzogna persiste la verità,
in mezzo alle tenebre persiste la luce

e ancora ancora di più

Abdul Ghaffar Khan, detto Badshah Khan, il “re dei khan”leader che guido’ una popolazione guerriera e feroce come i pathan, ovvero pashtun, della Frontiera, la “porta dell’India” (oggi tra Pakistan e Afghanistan), di religione musulmana, e li condusse ad adottare la nonviolenza contro le repressioni molto violente del dominio inglese (1890-1988) e’ ricordato con questi vari nomi.


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Io sono conoscenza

Vi porto conoscenza e alla conoscenza vi porterò.

Lo spirito vivente cosi parla questa mattina.

Io Sono = perchè conosco Me Stesso

Parola di Vincent Aston.

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OBE viaggi astrali dello spirito o dell’anima ?

Era qualche giorno che mi domandavo: ma io che so “praticamente tutto” che fine faccio quando dormo ? che cosa succederà durante il sonno e i vari stati profondi di incoscienza e di relax fisico tipici dello stato ” del dormiente” ?

Presto risolto, di pomeriggio mi appisolo una mezzoretta, e quando cè luce riesco a ricordare molto meglio i sogni ( per me è cosi ).

Mi addormento e, come solito, nella fase di passaggio da veglia a sonno : i soliti rumori : crick – crack – boom – oppure fischiate da treno impazzito … roba che spesso mi fà risvegliare … e pure arrabbiare… ma alla fine crollo , è un pomeriggio di stanca pesante.

Poi all’improvviso nel sonno e nel sogno .. il sogno diviene sempre più limpido, vivido e reale : stò salendo su una strada di una cittadina … che mi pare di riconoscere ( ma non ne sono sicuro ) è già sera/notte/buio, la strada diventa ripida e mi sono scostato dal marciapiede e dalle macchine ferme in sosta, cammino quasi in mezzo alla via (doppio senso) ma ad un certo punto “mi rompo proprio le scatole” e penso : cazzo che palle sono stanco e stufo di salire questa strada !

In una frazione di secondo : si apre e si squarcia l’aria ad un’altezza di circa 2,3 metri vicino all’armadio della stanza e ne fuoriesce una palla sferica giallo-bianca che và a destra poi subito rigira a sinistra e poi entra nel mio fianco a lato sinistro (cuore) : triplo sussulto isterico di tutto il corpo come se mi avessero dato la corrente elettrica, gli occhi erano già aperti ma io mi rendo conto che ero la palla sferica (grande come quella da Bigliardo) e i miei occhi e il mio corpo erano li ma non ero Io e neppure il mio pensiero sino ad un’istante prima.

Incredibile !  La cosa : vibrazione a scosse del fisico e rumore dal nulla sono stati visti e avvertiti da persone che erano presenti nel locale.

Ora mi dico : va bene, interessante, però è mai possibile che io ( e chissà quanti altri) sprechiamo la nostra entità ( la palla che ho visto : stavolta l’ho cuccata … cioè mi sono auto-cuccato da solo nel transfer - zone ) in sogni che non ci servono oppure andando in piani astrali “inutili quanto complicati già del loro” ?

Cmq mi è piaciuta : l’ennesima conferma (con testimoni .. fortunatamente) che Io sono una PALLA DI LUCE … si và un pò storta e non ha proprio una direzione precisa : però cè e và e viaggia e vive senza bisogna di questo mio corpo, anzi, proprio dentro di Lei , codesta Palla di Lucente giallo-bianca, sta il mio pensiero (probabile anche la mia coscienza .. spero.. ) e ho ben visto che è Lei a dare vita ed energia vitale fisica all’intero corpo umano : occhi, orecchie, vista , udito e pensiero.

E’ questa mia sfera sbarazzina che rientrando o uscendo consente al mio cervello di pensare e ai miei occhi di vedere !

Viaggio astrale OBE

Viaggio astrale OBE

 

 

 

E’ forte : è una cosa piccola .. ma mi mancava !!!    Grazie Universo.

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La penultima reincarnazione.

Prima di rinascere in Pakistan nel 900 ho vissuto una vita presso una tribù degli indiani d’ america. Non ricordo i particolari ma ho rivissuto con un’ altra persona (in questa vita) che ho reincontrato ora, e che era mia moglie in quella vita nelle praterie … anche se intorno a me vedo una vallata con monti, tutta verde come a primavera inoltrata. E sento il profumo dell’acqua che scorre.

Rivivere la penultima.

Lei è a casa mia, si apre lo spazio e il tempo tutto intorno a noi, la stanza si espande e sparisce, io cambio corpo e mente, divento alto circa 1,80 – 1,85, grosso e faccia da indiano, vestito da pellirossa.

Lei cambia, resta magra e sta andando a prendere dell’acqua al fiume con una brocca, poi torna e rientra nella nostra tenda.

Tutto intorno prati verdi , sole alto del mattino e cielo azzurro con poche nuvole bianche “distese”.

Sono come ero allora, gran senso di libertà e di spazio libero, corpo robusto mi ci sento bene dentro, e il viso … eh sono completamente diverso da come sono oggi : la faccia e diversa e gli occhi e tutto sono da indiano d’ america.

Il pensiero e la mente sono più “bassi di tono” ma liberi dalle tipiche infrastrutture delle nostre Moderne civiltà .. forse era un male ? o forse era un bene, comunque stavo bene.

Ho le braccia e il torso nudi e guardo mia moglie che mi sorride uscendo dalla tenda.  Intorno sono le altre tende e bimbi e vecchi del villaggio. 

Questo è più magro, ma assomiglia

Questo è più magro, ma assomiglia

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