Ma Fee LOng era il padre del mio maestro di kung ku (Ma Chan San), il vero discendente della casta di nobili cinesi istruttori e fondatori della antica Tecnica del Palmo d’Acciaio.
Una mano morbida come il velluto “fuori” uguale a quella di un bambino ma impenetrabile a qualsiasi tipo di pressione esterna.
Anche le loro braccia erano un blocco unico mi ricordo, morbide ma impossibile crearvi un varco nei muscoli, una cosa stranissima e impossibile anche per il culturista più palestrato.
Ma Chan San mi ha detto tutta la tecnica negli anni 80 e come svolgerla in modo corretto ogni giorno, si tratta di una serie di esercizi, uso di liquidi appositi e di sistemi che erano tenutu segreti al popolo nei tempi medioevali, e riservati solo alle Caste e ai figli dei Nobili destinati a continuare le antiche tradizioni cinesi delle Arti Marziali.
Ci vogliono 15 anni per arrivare al suo livello, allenandosi dalle 3 alle 4 ore ogni giorno, e questo, per una sola mano, chiaro che potete anche allenarle entrambe ..ma è una faticata bestiale.
Ma Chan San, il figlio, insegnò in trasferta da Hong Kong a Milano, presso la palestra di un noto Karateka.
I suoi stili erano quelli del kung fu del sud cinese. Armi e bastoni erano inclusi, le posizioni non erano larghe come quelle delle shaolin del Nord.
Un giorno spiegò a tutti noi, i suoi allievi, che in Cina vi era una scuola di arti marziali che tramandava il salto in alto. Conoscendo direttamente l’ultimo dei maestri di questa antica tecnica di salto, l’ultimo dei maestri di questo stile gli dimostrò dal vero la stessa : si piego su se stesso come una rana e, da fermo, fece un balzo di 3 – 4 metri circa.
La parola del maestro Ma Chan San è ovviamente fuori da qualsiasi dubbio, io stesso sono stato, oltre che suo allievo, suo amico per quasi 2 anni.
Ricordo quando insieme andammo sul Ticino (un fiume vicino a Milano) a scegliere i sassi da portare alla Pasqua del Budo, che è uno dei più importanti eventi internazionali milanesi dove appaiono e si esibiscono i più grandi maestri e campioni mondiali di ogni tipo di arte marziale e da combattimento.
Bene, il Maestro scartava ogni macigno che sembrava avere bolle d’aria all’interno, solo i più robusti e i più massicci dovemmo scegliere insieme a lui.
Poi alla Pasqua del Budo si mise a rompere i sassi ( 5 – 10 centimetri di diametro) con il solo dito indice, mentre i massi di fiume da 30 – 50 cm. li rompeva col pugno.
Poi si mise a rompere mattoni pieni con una tale velocità e in sequenza .. che neppure cfacevo in tempo a passarglieli slittandoli sul tavolo di rottura.
Resta impressionante “la compattezza fisica dei suoi avambracci”, morbidissimi ma letteralmente impenetrabili se cercavi di spingere con mani e dita per vedere se riuscivi a entrarci. Niente da fare, ci abbiamo provato in molti ma non si riusciva a fletterne la carne e i muscoli.
Una cosa stranissima che ritengo non sia possibile neppure sui muscoli del più palestrato dei culturisti : una flessione, anche minima, sui loro muscoli riesci sempre a farla forzando e facendovi pressione su piccole superfici della cute.

