Un cavaliere e la sua spada: Galvano
http://www.luigigarlaschelli.it/spada/resoconto1292001.html
http://www.luigigarlaschelli.it/spada/Atti31.pdf
Il suo Re e la coppa dell’ultima cena , il Gral
http://www.trovasalento.it/informazioni/itinerari/otranto.htm
IL MOSAICO di Otranto
antecedente a qualsiasi narrazione di Re Artù, tavola rotonda, ecc.
L’opera fu realizzata tra 1163 ed il 1165 da un monaco dell’Abbazia di S. Nicola di Casole in Otranto: Pantaleone, il cui nome appare nella parte inferiore del mosaico in corrispondenza dell’entrata principale della cattedrale.
L’opera , si estende per oltre 16 metri coprendo interamente il pavimento della cattedrale.
L’immagine centrale attorno cui ruota l’opera è un maestoso albero che, partendo dalla porta situata nella parte inferiore del mosaico, giunge quasi fin sotto al presbiterio. Fino ad oggi si pensava, che questo simbolo inusuale per dimensioni e centralità nell’opera, rappresentasse l’Albero della Vita, ma decifrare il mosaico è stato, da sempre, un intricato enigma privo di soluzioni credibili.
Un’antica leggenda lega l’interpretazione del mosaico della Cattedrale di Otranto alla scoperta del Graal.
La presenza di Artù (fig.4) e la figura stessa che i due rami inferiori dell’albero tracciato nel basamento del mosaico, possono aver alimentato questa credenza.
Note:
“Otranto in quell’epoca era, ma lo è anche adesso, un crocevia per le comunicazioni tra Oriente ed Occidente, tra il nord Europa e l’Africa, con la Repubblica di Venezia sempre più interessata ad essere attore principale in tutti gli scambi, poi non dobbiamo dimenticare le Crociate dal cui porto di Otranto sicuramente sono partite delle navi e dove è logico abbiano fatto scalo anche al ritorno. Qui si innesta il Mito di Re Artù apparentemente estraneo alla cultura dell’Italia meridionale dell’epoca, basti pensare che i primi manoscritti che parlavano delle imprese di Re Artù sono di gran lunga posteriori all’epoca del mosaico, quindi è logico ritenere che il Monaco Pantaleone abbia avuto contatti diretti con rappresentanti dell’Ordine del Tempio i Templari, d’altro canto simboli templari si possono riscontrare nel Mosaico, vedi la scacchiera. A questo proposito vale la pena aprire una breve parentesi, per avvalorare la nostra tesi che l’autore Pantaleone non fosse proprio in linea con le idee della chiesa di Roma sta il fatto che, verso la metà del XI secolo Papa Alessandro II con un editto bandì il gioco degli scacchi considerato sacrilego, ed allora aver inserito in questo contesto una scacchiera, rappresentava sicuramente un messaggio ben preciso.”
Forum che ne hanno parlato:
http://www.spazioforum.net/forum/index.php?/topic/30062-san-galgano-e-la-spada-nella-roccia/
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